Sara Puntel Responsabile Comunicazione

 

“Amo lo sport in modo viscerale. Avevo solo 4 anni quando ho iniziato con la ginnastica artistica, ma la foto che mi ricordo con maggior affetto mi ritrae, ancora più “bimba”, in veste di mascotte della squadra di calcio, la stessa in cui il mio fratellone giocava e mio papà allenava. Il primo vero amore è stata la pallavolo, che detto a voi appassionati di basket mi rendo conto possa sembrare un “insulto”, ma tra le cose in cui credo in assoluto, c’è l’onestà, che metto sempre al primo posto e, non verrò meno a questo principio, proprio ora. Dopo quasi 18 anni di volley, in cui i miei ulteriori hobby sono stati anche il tennis, l’atletica, il calcio, la danza R’n'B… (e chi più ne ha, più ne metta), a causa della rottura della cuffia dei rotatori della spalla destra ho dovuto abbandonare il sogno di diventare la Mimì Ayuhara friulana. Come poteva continuare il mio  ”Animated Cartoon”? Dopo anni a lottare per la garanzia del posto da titolare come ala/opposta in serie C, nonostante i miei soli 167 cm e soprattutto, dopo anni di devozione quotidiana, la scelta è stata ovvia: ho iniziato a praticare più seriamente il “Soccer”, disciplina che fino a quel giorno era la passione del lato “M” della mia famiglia. Da figlia? Nessun grosso ostacolo da parte di mio padre, se non qualche “borbottio”, ma alla fine di ogni partita le mie infangatissime scarpette tornavano magicamente come nuove: chissà chi era il “Santo”? Qualche dubbio in più dall’altra donna di casa che, alla notizia, esordì dicendo: “Sei impazzita? Ti prego ho passato anni in ospedale con tuo fratello che da portiere ne ha passate di ogni colore, con te mille infortuni anche usando solo le mani, ti prego a calcio noooooo!!!” Secondo voi? Non piacendomi le storie facili, è scontato che il giorno dopo rincorrevo in pantaloncini un pallone nel rettangolo verde. Con nuovo entusiasmo l’ho fatto per qualche anno, rimettendomi in gioco completamente, ma quando ormai avevo ottenuto un posto da titolare, ho subito un grave infortunio durante una partita, che mi ha costretto, a 22 anni, ad un’inattività completa di quasi ventiquattro mesi. In questo periodo, per me difficilissimo, ho cercato di recuperare al meglio e quando la salute me l’ha permesso… Nuova scelta scontata!!! Danza? Palestra? Uncinetto? NOOO!  Sono diventata il laterale destro e/o centrale difensivo della squadra di calcio a 5 del mio paese, con cui, tra le tante belle esperienze, ci siamo godute anche le gioie delle finali nazionali. Quando nel 2007, stavo al meglio della condizione, la fortuna non mi ha assistito e, durante un’importante gara, un rumore sordo ha accompagnato la mia caduta. Pensavo di aver subito un fallo, un calcio da dietro, ma purtroppo era il “CRACK” della rottura del tendine d’Achille. Male? Non ricordo, sicuramente al cuore si. Questa è Sara nello sport praticato, senza finzioni e soprattutto con la passione che ci ha messo fin dall’inizio. Il basket? L’ho seguito da spettatrice, da amica, ma mai da giocatrice, se non a scuola. La palla a spicchi? Un gran divertimento, in grado di donarmi tanti sorrisi. Cerco di imparare molto da chi mi circonda e ho la fortuna che queste Donne e questi Uomini siano una scoperta quotidiana, delle anime e delle esperienze che mi stanno dando e trasferendo, ancor prima di un’estrema professionalità, tanti insegnamenti di vita.”